RAPPORTO DELLA CARITAS DIOCESANA: 1000 FAMIGLIE ALLA MENSA DEI POVERI

UNA CITTA’ DI DISPERATI

I dati della Caritas diocesana dovrebbero mettere paura a tutti coloro che abbiano a cuore la nostra terra: 1000 famiglie assistite, circa 2000 persone; alle quali dovremmo aggiungere le famiglie aiutate dal Comune di Rieti attraverso la porta sociale, i buoni spesa e i contributi straordinari, oltre le tante famiglie che si rivolgono ad amici e parenti, o soffrono senza dire niente a nessuno per dignità.

Un dato impressionante in una città di 40000 abitanti, percentuali di povertà assoluta da nazione africana o sud americana, numeri che fanno tremare le gambe, anche considerando che tutti gli analisti ci dicono che il peggio, in termini di crisi sociale, ancora non è arrivato, numeri a cui mancano quanti sono finiti in mano ad usurai e malavita, nel disperato tentativo di non affogare definitivamente.

Numeri che dimostrano concretamente il fallimento delle misure prese dal governo Conte, capace di spendere un centinaio di miliardi (a prestito) senza riuscire ad arginare un fenomeno di marginalizzazione di una percentuale altissima della popolazione.

Un fallimento prima di tutto progettuale, nel non aver capito che una crisi di queste dimensioni non si risolve con l’assistenzialismo, con i redditi di cittadinanza o di emergenza che dir si voglia, ma immettendo denaro permettendo a partite iva ,imprenditori e commercianti di creare ricchezza e lavoro, non ricercando un consenso infame dando elemosina alle persone.

Un fallimento o un disegno forse, la volontà di distruggere definitivamente la classe media di questa Nazione, così refrattaria ad accettare il “paradiso” del pensiero unico globalista e migrazionista.

Cancellare chi ha il coraggio di imprendere, chi ha rifiutato la sicurezza del posto pubblico, chi ha scelto di rischiare per cercare di migliorare, sostituendolo con una massa di emarginati la cui sopravvivenza è legata al sussidio di stato o ai contratti schiavitù delle multinazionali, significa fiaccare lo spirito stesso di un popolo.

Trasformare uomini liberi in “clientes” costretti ad elemosinare la propria quotidianità.

E mentre gli italiani si ritrovano costretti a mettersi in fila davanti alle mense, agli uffici dei servizi sociali, a pietire sussidi di qualsiasi tipo, lo stesso governo lascia entrare a migliaia altri disperati dal continente africano, che andranno a competere con le nostre famiglie, in una guerra di disperazione la cui immagine è data dalle periferie delle grandi città, dove vivono e lottano masse di individui privi di identità, di appartenenza e di dignità, trasformati in bestie la cui unica preoccupazione è la sopravvivenza.

Quelli che festeggiarono la fine della povertà, oggi hanno fatto in modo che la stragrande maggioranza della popolazione sia ridotta in condizioni tali da non potersi più neanche rendere conto della propria emarginazione, mentre i progressisti continuano imperturbabili a prendere ordini dai padroni del potere finanziario, apolide e ateo.

Per cui davanti alla massa di disperati in mascherina, costretti a vivere in un’emergenza quotidiana, le priorità del governo rimangono l’energia verde, il digitale, lo ius culturae e la legge per l’omotransofobia, nella consapevolezza di aver talmente fiaccato la volontà degli italiani, da non rischiare di ritrovarsi i forconi sotto casa.

Ma attenzione anche la casa reale francese alla fine del 700 aveva la stessa certezza…

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